I like DS3 Party! La prima festa social di Citroën


“Tu non vieni. Non importa, sai, c’avevo judo. Ma se serve vi porto i dischi così potrete ballare i lenti. “Porta pure ma non entri!”.

L’avrete riconosciuta la canzone di Elio e le storie tese sulla festa delle medie. Sì, sì, “Tapparella”. Il protagonista è l’escluso dalle feste.

E non ridete troppo, perché questa volta ad essere esclusi dalla festa potreste essere voi. Gli organizzatori del party sono Citroën e CrowdM. E questa volta, altro che festicciola di compleanno delle medie! Qui si parla del Dj set dei LMFAO, il duo che porta il ritmo della California, si esibisce in Italia per la prima volta a Roma il 23 febbraio in occasione del I like DS3Party per festeggiare il secondo compleanno della Citroën DS3. Qui c’è ritmo davvero cool e 4.000 persone da tutta Italia. E voi potete scegliere se essere invitati oppure esclusi.

Per partecipare no, non dovete “portare i dischi per ballare i lenti”, qui la festa è cool e ci si scatena al ritmo del sound electro pop californiano dei LMFAO dal vivo. Per entrare c’è un solo modo: l’invito social. Abbiamo bisogno di un sacco di gente per divertirci! Per ottenere il social-invito, diventa fan della pagina Facebook di Citroën dove troverai una tab dedicata al party più cool dell’anno. Clicca, invita 7 tuoi amici per ottenere l’invito e poi correte tutti a Roma allo spazio Novecento! Il party sarà grande e soprattutto sarà gratis!

 Il casting dà spettacolo: non ci sarà solo musica, ma anche un accompagnamento dance di tutto rispetto. Il rispetto guadagnato dai ballerini grazie alla reputazione online. Infatti, Il 31 gennaio 2012 si è chiuso il casting online dei candidati performer gestito tramite un’applicazione Facebook  sulla pagina di Citroën Italia (scopri tutto nella tab sulla pagina Facebook: puoi vedere anche i video e i voti ). I candidati (singoli e crew) hanno inviato ben 103 clip video ispirata allo stile LMFAO. I 25 partecipanti più votati dagli utenti (con un totale di voti di 20.333) e 25 scelti direttamente dalla giuria, sono stati convocati a Roma. Proprio domenica 12 febbraio – dopo uno spostamento delle audizioni per maltempo – si sono tenute le selezioni per il gruppo che ballerà sul palco del I like DS3Party. I protagonisti dei primi 20 video si sono sfidati sotto gli occhi di Rossella Brescia, Marco Garofalo e Garrison Rochelle per guadagnarsi il palco la sera del 23 febbraio. Durante la serata del 23 febbraio si esibiranno anche Alexis Vinçon, DJ Albertino e Stylophonic (Stefano Fontana).

Questo evento è unico nel suo genere: è un evento digitale nel suo DNA, non è il solito streaming. L’evento nasce online e si diffonde online per poi svolgersi in una dimensione reale. Non puoi perderti il primo evento social-digitale della storia!

Come NON vincere 1ClickDonation: i consigli anti-premio

Lo avrete certamente notato a colpi di click è ripartita la solidarietà: con 1ClickDonation® edizione Speciale, sponsorizzata dalla community si riapre la gara della bontà. Quest’anno le associazioni in gara possono essere di tutti i tipi e possono vincere un monte premi totale di 10.000 euro.  Ma come fare per vincere? Nell’edizione di 1ClickDonation dell’estate 2011 avevamo già dato qualche idea per portare a casa il premio. Questa volta però siamo andati oltre. Dobbiamo occuparci anche di chi NON vuole vincere. Forse siete un’associazione antica, di grande stile, che ha già vinto tutto e che non vuole affaticarsi nella ricerca di fondi e di un ulteriore premio.

Voi siete quelli che – in tempi di crisi – possono vantare uno chicchissimo “no, io non ho bisogno di questi soldi. E adesso lasciateci lavorare”. Sì! Ditelo a tutti che non sapete che farci con quei fondi e che neppure volevate partecipare a questo concorso dal nome impronunciabile: 1Clickdonation. Che voi che “l’inglese non mi piace: siamo in italia, che usino l’italiano” siete persone di grande esperienza e non avete tempo per giocare col computer.

D’altra parte, uno dei meccanismi che caratterizza 1Clickdonation è proprio la possibilità di essere inseriti nel concorso anche dai sostenitori del gruppo. E forse vi siete trovati – vostro malgrado - nella “spiacevole” situazione di poter vincere 5.000 euro. Già, che scocciatura! In caso di vincita, poi vi toccherà pure firmare documenti, fogli, aggiornare i bilanci, perfino ringraziare gente che non avete mai conosciuto: Già! chi è sto sig. Communiti? Ma niente paura! Noi di Crowd M abbiamo pensato anche a voi associazioni che “non-abbiamo-bisogno-di niente”. Abbiamo scritto i consigli per NON vincere! Se 5.000 euro per voi sono un peso, seguite queste piccole regole e nessun premio vi disturberà.

1 – Non parlate a nessuno del concorso

Per non vincere, la tattica più importante è stare zitti. Non fate sapere a nessuno del concorso e soprattutto non informate le persone della vostra partecipazione. Qualcuno nei mesi passati ha addirittura fatto delle mini-campagne di invio di mail a tutti i contatti disponibili. Voi non fatelo, mai. Risparmiate anche fatica: che noia fare un invio multiplo!

Anche all’interno dell’associazione, state zitti! Non dite nulla. Potrebbe capitarvi il caso che uno di quei ragazzotti che giocano col computer tutto il giorno invece di lavorare, vi dia un’idea che vi assicuri la vittoria. Che fatica! Sabotatelo.

2- Non usate Facebook

Vi sarete certamente accorti che le associazioni che vogliono vincere utilizzano Facebook in modo massiccio. Il ragazzotto-tutto-PC , che sa usare il social network sicuramente, ha notato che le associazioni che vogliono vincere invitano tutti a votare la loro associazione dalla pagina ufficiale di 1Clickdonation, sia mettendo la pagina del concorso 1Clickdonation fra le pagine “che piacciono”, sia facendo un post. Perfino aggiornando i fan dai loro blog  Ecco: evitatelo!

Nelle passate edizioni, poi, alcuni bontemponi hanno addirittura pensato di attivare la funzione “Eventi” di Facebook per fare delle donazioni tutti insieme: il meccanismo consisteva nel darsi un appuntamento ad una determinata ora sul web per poi collegarsi e votare, uno dopo l’altro, l’associazione del cuore sul web.

3- Non inventatevi nessuna grafica

Alcune associazioni – invece di lavorare – hanno addirittura utilizzato delle grafiche – messe a disposizione dal sito – per invitare a fare il click del cuore e vincere un ricco montepremi. Voi – se non volete vincere – evitate come la peste ogni composizione grafica, ogni video, ogni espressione della vostra creatività. Se vi viene voglia di scaricare il banner dell’operazione e di metterlo sul vostro sito, andate subito a farvi un caffè, oppure – se la voglia di uplodare il file è particolarmente forte – fatevi una doccia ghiacciata. Vi passerà sul momento e anche dopo starete tranquilli perché sarete a letto con l’influenza per almeno una settimana.

4 – Scordatevi l’idea di organizzare eventi e sabotate i click party

State attenti! Qualche scanzonato perdigiorno della vostra associazione, uno di quelli a cui piacerebbe vincere 5000 euro e farvi perdere tempo, potrebbe avere l’idea di organizzare dei click party. E’ qualcosa di efficacissimo: dunque sabotate il progetto ora! Il giovinastro con tendenze hacker, potrebbe proporvi di fare una festa con musica, balli e cibo tipico, invitare un sacco di gente e poi chiedere a tutti in diretta un click sulla pagina di 1Clickdonation. Inventatevi ogni scusa per impedirlo: inventate che l’associazione impone una dieta dimagrante severissima, oppure che il gruppo è in lutto stretto per la morte della vostra pianta grassa. Insomma, inventatevi quello che ritenete opportuno, ma evitate il click party: vi porterebbe a scalare in poco tempo la classifica dei click del cuore. E poi – se vi capita di vincere – saranno dolori: burocrazia, firme e soldi. Chi si salva più?

5 – Un pericolo chiamato volantino

È un pezzetto di carta, di solito in formato A5, sembra innocuo, ma potrebbe portare un sacco di grane. Se il solito giovinastro superattivissimo vi dovesse proporre di volantinare materiale riguardante il concorso 1Clickdonation, bloccatelo. Dite che non è abbastanza di stile presentarsi come un supermercato per vincere 5.000 euro. E se il giovinastro ha anche abilità grafiche e ha messo in piedi una brochure di gradevole aspetto e con tutte le info necessarie per votare la vostra associazione? Be’ allora siete fritti.

Questi sono i consigli per NON vincere il concorso di 1Clickdonation. Se volete vincerlo, basta ribaltare i nostri non-consigli e ripartire verso la meta: 10.000 euro di montepremi per fare – finalmente – una buona azione!

Riparte 1ClickDonation®, la solidarietà in un click

Il modo migliore per iniziare il 2012? E’ certamente un gesto di solidarietà, come donare 10.000 euro al mondo del non profit. Come farlo? Con 1ClickDonation® edizione Speciale.
La community di 1ClickDonation® – ancora una volta – offre la possibilità a tutti gli utenti della Rete di dare il loro aiuto. Con un semplice click si offre un atto concreto di volontà a favore delle organizzazioni che lavorano per rendere il mondo un posto migliore.
La grande novità è che 1ClickDonation® edizione Speciale allarga gli orizzonti della solidarietà aprendo le porte non solo alle organizzazioni umanitarie, ma anche alle altre associazioni non profit.
In questa edizione possono partecipare tutte le ONLUS che sono impegnate attivamente nei più svariati settori:

assistenza sanitaria;
 beneficenza;
 istruzione;
 formazione;
 sport dilettantistico;
 tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico;
 tutela, valorizzazione dell’ambiente e protezione animali;
 promozione della cultura e dell’arte;
 tutela dei diritti civili;
 ricerca scientifica di particolare interesse sociale.

In questo grande progetto, il primo sponsor del 2012 è proprio “1ClickDonation®”, ovvero la community della piattaforma solidale nata nel 2011, che metterà a disposizione dei gruppi più votati un “capitale solidale” complessivo di 10.000 euro.

Con 1ClickDonation®, si donano click che diventano beneficenza: il funzionamento della piattaforma è immediato: collegandosi al sito http://www.1clickdonation.com, oppure alla pagina Facebook di “1ClickDonation®” dedicata all’iniziativa, si arriva all’elenco delle ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), si clicca sul gruppo che ci sta a cuore e si dona il proprio click. Il tutto in modo veloce e gratuito. E se il gruppo che cerchiamo non è nell’elenco, è possibile aggiungerlo e inserirlo nella lista, votarlo e farlo votare. 1ClickDonation® poi destinerà la donazione alle tre organizzazioni più votate: la più cliccata, riceverà un contributo di 5.000 euro. Alla seconda classificata andranno 3.000 euro e alla terza 2.000 euro.

Con 1ClickDonation® gli utenti della Rete diventano decisivi: ogni click sposta la decisione presa dalla community, rendendo così la scelta completamente aperta e gestita dagli utenti. Questo è un concetto fondamentale, che riassume profondamente lo spirito della Rete di oggi: il potere è delle persone. La solidarietà diventa così un piccolo gesto che – condiviso con i propri amici – diventa qualcosa di grande. Partendo da questa filosofia, 1ClickDonation® è pensata e sviluppata per vivere sui social e sulla Rete. E sulla Rete il valore principale sono le connessioni: informare le persone e le ONLUS delle occasioni offerte da 1ClickDonation® è un passo importante della solidarietà . E anche qui, il sito (http://www.1clickdonation.com/badges.php) offre più di un kit dedicato, facilmente condivisibile per fare un ottimo passaparola.

Il debutto di 1ClickDonation®, è avvenuto il 7 luglio 2011 quando insieme a Citroën Italia, gli utenti della Rete hanno deciso a quale organizzazione umanitaria indirizzare le donazioni di CSR dell’azienda automotive. La piattaforma, infatti è – di norma – rivolta a far incontrare sponsor e persone. Questa volta gli sponsor siamo noi, la numerosa community di 1ClickDonation®: “Fai un bel gesto, dona 1 click! Più siamo, più contiamo, più possiamo donare”

1ClickDonation® EDIZIONE SPECIALE si concluderà il 29 febbraio 2012.
Ma sono già diverse le iniziative in cantiere. Il 2012 è appena iniziato…

Twitter novità: se i social saranno tutti uguali

Cambia tutto: cambia anno e cambiano i profili social. Alla fine del 2011 ci troviamo con profili molto diversi da quelli che avevamo trovato all’inizio. Ma forse tutti uguali fra loro. E’ cambiato Facebook e ora anche Twitter e poi è arrivato Google+. Tutti questi hanno schiacciato l’occhio agli investimenti pubblicitari. Il 2011 è stato – anche in termini social – un anno di grandi cambiamenti molto visibili.

Abbiamo già visto che Facebook sembra un po’ Google+ e pure un po’ (il vecchio) Twitter, ma questa volta siamo obbligati a dire anche il contrario. Anche Twitter sembra un po’ tutti gli altri. Chi abbia ispirato chi, rimane un mistero. Ma una cosa è certa: la guerra degli investimenti pubblicitari è iniziata.

Da un po’ Twitter ha cambiato l’interfaccia (solo alcuni possono vederla). Ma la cosa più interessante per le aziende è che Twitter ha lanciato le pagine brand. Si tratta, in sostanza di tre caratteristiche date alle pagine di marca:

 1- Personalizzazione grafica

La pagina brand di Twitter sarà caratterizzata da un approccio più grafico:

ci sarà una immagine di header e la possibilità di mostrare il logo in modo più chiaro. Attualmente, sulle comuni pagine ancora in circolazione, questi elementi non sono diversi da quelli degli altri utenti comuni. Presto ci si potrà distinguere.

2- Promoted Twitt 

Anche l’offerta pubblicitaria di Twitter è cambiata. Ora è possibile inserire anche dei video, delle immagini o anche altre fonti, senza che gli utenti subiscano altri lunghi reindirizzamenti. Inoltre si potrà scegliere per quanto tempo tenere il tweet in prima pagina. prima era tutto uno scorrere di cronologia.

 3- Menzioni e risposte

Sono entrambi caratterizzati da una chiocciolina, ma la menzione è un’azione fatta da un follower, mentre la risposta è – naturalmente – una reazione ad uno stimolo inviato dal brand. Avere dunque questi due gruppi distinti è logico e aiuterà le marche, e soprattutto i community manager, nei report o nella comunicazione quotidiana con i twittatori.

Un lavoro sulle immagini “a prima vista” lo aveva fatto anche Facebook non molto tempo fa con le timeline che ora sono per tutti (all’ f8 di settembre Zucky aveva presentato questa grande novità, lasciando suspance sulla data in cui sarebbe stata disponibile per tutti).

Su Twitter l’allestimento grafico potenziato va proprio nella stessa direzione: immagine significa comunicazione immediata e interesse a prima vista. Questo forse, renderà Twitter più ingaggiante. Ma, c’è qualcosa che desta qualche sospetto: se tutti i social cominciano ad assomigliarsi, non è che alla fine ci ritroveremo tutti con una serie di social network identici uno all’altro?

Avanti tutta! CrowdM vince l’European Excellence Awards

Signori, qui si vince, anzi si stravince. Ora è ufficiale: siamo un’eccellenza a livello europeo! Nel medagliere di CrowdM, dopo l’Interactive Award 2011  vinto ad ottobre, ora è il momento del riconoscimento internazionale: adesso non ci manca neppure l’European Excellence Award 2011! Merito della campagna Citroën Creative Donation che CrowdM ha sviluppato per l’azienda auto motive italianave la ricordate? Sì, bravi! Proprio quella del click a fin di bene.

La giuria ha premiato Citroën e CrowdM -  assegnando il premio per il migliore progetto europeo sviluppato nel 2011 nell’area Italia – Malta. Il premio, che quest’anno è stato consegnato nella fredda Amsterdam, è nato per rendere omaggio a chi si è distinto – aziende e agenzie comprese – nella creazione di campagne di comunicazione innovative.

I settori sono vari, dallo sport all’ambiente, dalla cultura alla scienza e all’educazione. A conferma della bontà del progetto, oltre al premio ottenuto nella sua categoria, la campagna Citroën Creative Donation è entrata anche a far parte della short list come uno dei migliori progetti Europei sviluppati per il settore Automotive.

Alla cerimonia per la consegna dell’European Excellence Award ad Amsterdam erano presenti Massimo Borio, direttore comunicazione Citroën Italia, Silvio Stafuzza e Josè Luiz Moutinho in rappresentanza della community di CrowdM.

La piattaforma che sta alla base del progetto premiato è 1ClickDonation.com, che è stata attivata a partire dallo scorso 7 luglio per individuare, con il contributo degli utenti,  le associazioni no-profit e i progetti benefici a cui destinare le  autovetture e i furgoni messi a disposizione da Citroën Italia.  Grazie a tre parole magiche “la piattaforma ha consentito agli utenti di donare oltre 211.000 click e delegando alla community dei 1Clickers la possibilità di esprimere la loro preferenza. Quali sono le tre parole magiche? “Scegli, vota e condividi”!

La campagna è andata a gonfie vele, e per questo vi siamo davvero grati: siamo contenti che sia piaciuta agli utenti della rete, alle associazioni no profit, ma anche agli organizzatori del premio. L’obiettivo che abbiamo raggiunto è stato quello di creare una campagna capace di dare voce ai fan della brand automobilistica grazie ad un meccanismo che si è retto sulla volontà e sulla gioia dei partecipanti.

Siamo felici di condividere con voi questa vittoria: grazie!

Google+ corteggia le Brand: arrivano le Pages

Sono arrivate le Google+ Pages: i brand entrano nelle cerchie delle persone senza la minaccia di essere cancellate:

Google annuncia questa novità come la possibilità di inserire nella nostra esperienza sul social network anche le organizzazioni con cui noi veniamo a contatto: i bar, le brand, le organizzazioni umanitarie.

In pratica, se prima sul social parlavamo con Mario e Giovanna del nostro ristorante preferito, ora potremo parlare direttamente con il ristorante preferito di Giovanna e Mario.

Le Brand – sostiene Google – fanno parte della nostra vita e dunque un social network  replicare questa situazione:

I brand che hanno già aperto delle pagine dul social della grande G sono:

Aprire un profilo è naturalmente molto semplice: è molto simile a Facebook. Scegli luogo, tipo di azienda e inserisci velocemente alcuni dati. In pochi minuti è fatta.

Una funzionalità particolare di questo social è naturalmente l’integrazione col prodotto di punta di casa G: il Direct Connect. In pratica, direttamente dalle richerche organiche sarà possibile inserire il segno + seguito dal nome della brand. Per ora questa funzionalità è limitata. E in effetti con molte pagine non ha ancora funzionato.

Gli altri ingredienti che ci aspettiamo da Google+ sono la pubblicità: per ora il centro di tutto è il pulsante +1 cucinato in diverse salse. Probabilmente presto arriveranno ulteriori proposte, per ora ci sono queste proposte: gratuite. E sottolineo, gratuite! Gli users sono circa 40 milioni, ma la verità è che per ora non molti lo usano anche se ufficialmente questi dati non sono ancora stati svelati.

L’altro ingrediente che fa di Google un social network per le aziende è la misurazione: ed ecco l’integrazione di Google Analytics nelle pagine. Questo in casa Google non è mai stata un problema. E’ un dato interessante: non dimentichiamo che il SEO è il regno di Google e dunque la visibilità delle ricerche per le pagine “di casa” Google sarà certo più ampio.

Il panico dei social media strategist è già udibile. Integrare o non integrare G+ nei propri budget.

Voi che ne pensate?

 

The best class: concorso per classi creative

“I ragazzi di oggi sono svogliati e pensano solo ai videogiochi”. “Ah, si studiava davvero quando andavo a scuola io, mica adesso!”. “I ragazzi ormai con tutto questo Internet hanno perso la fantasia!”. Insomma sono tanti i luoghi comuni che girano sul conto dei nostri poveri diciottenni. Ma siamo sicuri che sia tutto vero? Siamo certi che Internet faccia perdere la creatività ai ragazzi, invece di stimolarla? Quando abbiamo inventato “The best class” la nuova iniziativa sostenuta da Citroen a favore delle quinte classi delle scuole superiori, noi eravamo convinti di no. E più o meno come si disse in Star Trek: “C’è della creatività nelle giovani menti italiane”. Scommettiamo? Noi proponiamo un modo per premiare i gruppi scolastici più creativi e divertenti: le classi che raccoglieranno la sfida lanciata da Citroen, il brand della Créative Technologie, debbono iscriversi su Facebook al concorso. Basta andare qui alla pagina Facebook di Citroen Italia, dove trovate la TAB “The best class”.

Le scuole si cimenteranno in “compiti digitali” (creazioni di immagini, composizioni di gallery, audio, video), facendosi poi votare sui social network. Spargere la voce nella rete diventa dunque un trucco fondamentale per vincere. Se volete qualche spunto potete guardare qui dove già parlavamo di gare e di passaparola online.

Ma chi può partecipare a “The best class”? I famosi diciottenni “senza fantasia”, ovvero gli alunni delle classi quinte delle scuole superiori, pubbliche e private, iscritti per l’anno scolastico 2011/2012 con tutta la loro classe. Più voti/like ricevono, più probabilità hanno di proseguire nel gioco. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 dicembre 2011. I compiti – segreti come le tracce per la maturità – verranno assegnati dal 5 dicembre.

Nella prima fase, la gara è “tutti contro tutti”: dal 2 gennaio, le 32 classi che superano la prima selezione di qualificazione, si affronteranno in una grande gara di creatività, basata su sfide testa a testa ad eliminazione diretta. Negli incontri diretti la classe che riceve più voti vince e conquista la fase successiva.I premi sono molteplici e molto ricchi: per ogni gradino superato, c’è un premio, fino al premione! Di che parlo? Del sogno di ogni ragazza o ragazzo alla soglia dei 18 anni: il corso per la patente! Ma non mancherà neppure l’aspetto sociale: le scuole all’atto dell’iscrizione potranno decidere a chi devolvere 10.000 euro! Qualcuno sceglierà la propria scuola, ma altri, forse presi da spirito di estrema giustizia, doneranno la cifra alla costruzione del tunnel Gelmini.

La Grey Tech è per tutti

Siamo ancora abituati a pensare al digital come ad una cosa per giovani smenettoni? I nuovi canali sono davvero così freschi? La Rete sta crescendo, qualcuno direbbe che sta invecchiando. Finalmente sta succedendo: ad Internet accedono con buona facilità anche gli over 55. Secondo Nielsen i navigatori online dai capelli grigi sono il 14% di tutta la popolazione Internet italiana. E’ dal 2007 che la crescita dei “silver surfer” si registra e non coinvolge solo la nazione tricolore, riguarda numerosi paesi europei: Francia, UK e Germania.

Con questi dati messi nero su bianco vale la pena fare qualche riflessione sui contenuti e sui device che interessano sempre un maggior numero di persone. Oggi Internet sta democratizzando i contenuti e con l’allargarsi della forbice generazionale non è più utile parlare solo ai “nativi digitali”. Anche perché il target maturo ha margini di spesa interessanti e non è poi così lontano dall’area Tech, altrimenti non si creerebbero interi summit dedicati alla tecnologia dai capelli grigi.

I capelli bianchi della Rete sono una bella occasione per tutti coloro che si occupano di informazione e di contenuti relativi alla finanza, alla salute o alle news. Sono temi che appassionano i nonni digitali, ma pensateci un attimo: non appassionano tutti noi?

Forse dobbiamo abituarci a pensare alla tecnologia non come una cosa a priori lontana dai senior. Il centro di ricerca Aging in Place – technology watch racconta di prodotti e servizi tecnologici creati per un pubblico senior che fanno piacere a tutti. L’importante non è creare “prodotti per anziani”, ma prodotti semplici, immediati e utili. Per tutti: uno schermo ampio fa piacere a tutti, non affogare fra mille consigli di percorso mentre si naviga o si usa una app sono regole di buona progettazione e non sarebbe una brutta prospettiva neppure per un trentenne!

Inoltre, i temi della salute e della sicurezza personale stanno diventano importanti per tutti, tanto che aziende ultra specializzate si moltiplicano. Qualche esempio:

1. Greatcall una società che si occupa di applicazioni “d’emergenza” si rivolge non solo a senior, ma anche a donne e genitori.

2. Mobihealt si occupa di salute su device mobili

3. Fitbit è un device che tiene conto dei parametri vitali delle persone, ma può essere usato anche per gli allenamenti, visto che restituisce grafici e informazioni precise inserendo anche elementi di gamification.

E adesso che fate, scaricherete la App peggio progettata per sentirvi giovani? ;P

 

Social Media: le domande chiave da fare ad un cliente

“Guardi che noi vogliamo diventare il meglio del web 2.0”. Sì, va bene: le aziende dicono tutte così. Che voi siate un’agenzia o un consulente, quando si collabora con un’azienda, per ottenere i migliori risultati possibili, è necessario avere le migliori informazioni possibili. Un brief alle volte non contiene tutte le analisi e i dati necessari ad una buona strategia social. Se poi il vostro incontro col cliente si apre con un: “Sa, mio nipote mi ha fatto vedere ‘sto Facebrook…” siete nei guai!

Dunque controllate attentamente che il brief risponda a tutte le vostre necessità o – se vogliamo girare la frittata – controllate che il brief che state preparando contenga le risposte a queste domande:

Come dorme l’amministratore delegato?

Spesso la risposta è male. L’azienda vuole raggiungere degli obiettivi anche grazie al vostro lavoro. C’è sempre qualcosa che disturba i sonni del capo o della capa di turno. E’ lì che arriva il lavoro da fare. Dunque deve essere chiaro per entrambi, azienda e agenzia o consulente, che cosa si vuole raggiungere con l’attività che l’azienda  si appresta a fare. Qui, certamente, il professionista è cruciale. Perché la semplice risposta: “vogliamo più fan su Facebook” potrebbe essere trabocchetto. Ad esempio, avere fan può significare avere maggiore visibilità, ma anche avere una pagina a cui tutti sono iscritti, ma di cui nessuno parla. Forse è necessario – in questa fase – stare ad un livello più strategico: desiderate aumentare le vendite, migliorare il customer service, migliorare la reputazione, aprire nuovi mercati?

Parlate con i cretini?

Chiedete all’azienda si spiegarvi cosa fa in pochi secondi (massimo un minuto) in modo semplice e chiaro. Molto chiaro, come se foste a chiacchierare con un cretino. A meno che non abbiate un pubblico che conosce esattamente la terminologia del vostro mercato, è necessario spiegare a tutti di cosa si occupa il vostro cliente. E comunque considerate che la comunicazione di oggi va veloce: non c’è molto tempo da dedicare a tutti per approfondire. La chiarezza e la sintesi sono apprezzate soprattutto sui social, il luogo della velocità.

Mi scusi, che anno è?

Questa è una domanda importane. Cosa è stato fatto fino ad oggi in campo social? E con quali sforzi? In pratica, l’azienda abita negli anni ’80 (ovvero, zero social, business as usual e strutture rigide), nei novanta (hanno sentito parlare di qualcosa che si muove su Internet ma nulla di più), nel 2000 (li usano e vogliono migliorare)? Analizzare la strategia di comunicazione che ha portato l’azienda alla situazione attuale può essere un punto di partenza importante. Fate alcune valutazioni e tentate di capire cosa può essere migliorato e cosa invece va tenuto o almeno portato fino a compimento. Naturalmente è una buona idea studiare anche il settore in cui il vostro cliente opera e vedere quali sono le aziende e le attività che hanno avuto successo.

Ci va alle feste?

Ovvero, l’azienda è presente in quelle piattaforme frequentate dal target? Cercate affari Business to Business o cercate persone? Qualunque sia la risposta, tenete presente che, alla fine, a prendere le decisioni sono sempre le persone e non delle organizzazioni. Dunque, pensate ai Social più famosi (non è detto che si debba partecipare, ma almeno teneteli monitorati) e studiate anche le potenzialità dei canali emergenti.

Lei offre caramelle, gelati o buffet?

Cosa può offrire l’azienda sui social? Le piattaforme sociali sono luoghi in cui ci si aspetta di scambiare del valore. E non pensate subito ai soldi (ovvero sconti). La partecipazione, il divertimento, l’ascolto sono valori importanti che le persone sono felici di scambiare diventando “nodi di scambio”. E’ chiaro che se cercate engagement, dovrete offrire ascolto, risposte immediate, contenuti extra freschi e originali: è necessario un particolare impegno da parte dell’azienda e, come minimo, un community manager e forse una redazione. L’azienda cosa (e quanto) può offrire in termini di impegno e di persone? Non pensate di avere enormi risultati se aprite una pagina fan e ci mettete i testi degli spot che girano su radio e TV. Il mezzo è interattivo.

Avete degli armadi?

Le aziende, come le persone, hanno pregi e difetti: ci sono cose che alcune aziende sono molto brave a fare e poi ci sono i problemi, i famosi scheletri  nell’armadio. E’ necessario fare una precisa analisi di come va il mondo là fuori, ma anche come va l’azienda al suo interno. Grazie a customer care, contatti con i fornitori, gestione dei reclami in genere è possibile capire cosa non va. E prepararsi. Non solo con una strategia di comunicazione (che comunque serve), ma anche con miglioramenti concreti.Insomma, se sapete che il prodotto XY non funziona preparatevi a rispondere alle lamentele… con dei fatti.

 

Quattro tips per community manager

Se Facebook sia o meno il nuovo Internet è tutto da discutere: sta di fatto che ad oggi il popolare social network è grande, in termini di users mondiali, come tutto Internet nel 2004. Su Facebook ci trovate tutto: i brand, le persone, gli indignati, i buoni e i cattivi. Alcuni pensano addirittura che possa fagocitare siti. Qualunque cosa se ne pensi, c’è da fare i conti con una pagina fan, ma soprattutto c’è da pensare a come conversare in modo efficace. L’obiettivo è trattenere i fan che hanno fatto like divertendoli e stimolandoli. La risposta alla domanda come fare è contenuta in due magiche paroline: community manager. E’ lui la prima chiave per creare pagine di successo.

1. Una pagina di scambisti

Sostenete lo scambio di idee

No, fermi. Io non ho detto quello che vi sta passando per la testa. Intendevo dire che i contenuti creati dagli utenti, i famosi User Generated Content (UGC) sono un valore, anzi IL valore che ha reso Internet così importante negli ultimi anni. La Rete è un luogo dove incontrarsi, scambiare idee, organizzare progetti e conoscersi. Siate gli attivatori del processo di scambio di idee e pensieri.

2. Un amico disumano

Non siate burocratici

L’esistenza delle brand su Facebook è qualcosa di strano: il network è stato creato per le persone e utilizza il linguaggio delle persone. Un’azienda è un’entità diversa. Ma alla gente questo non importa: le persone vogliono parlare e divertirsi, proprio come di fronte, avessero una persona. Dunque, tentate di essere il più umani possibile. Interazione veloce (quanto ci mettono gli amici a rispondervi in un discorso?), linguaggio caldo e niente burocratese.

3. Ti conosco mascherina

Rimanete centrati sul vostro core business

Le persone interagiscono con una marca, o meglio con una persona scelta dall’azienda, ma sanno benissimo che si tratta di un brand e lo hanno presente per la maggior parte del tempo. Se producete scarpe, quello che si aspettano da voi è probabilmente l’approfondita conoscenza del settore calzaturiero. Non eccedete in contenuti extra che possono far perdere il focus sul prodotto, ma non parlate neppure solo di voi. Le persone si annoiano quando conversano con degli egocentrici.

4. Tu cosa mi dai?

L’uso dello sconto

Le persone lo sanno: voi non siete un amico qualsiasi. Avete un capitale enorme, possibilità che le singole persone si sognano, conoscenze… Insomma, siete un’organizzazione collettiva. Un’azienda! Se foste una persona – con le stesse possibilità – probabilmente qualcuno sarebbe felice se voi decideste di essere generosi. Un piccolo regalo, s’intende, ma qualcosa è sempre gradito. D’altra parte, voi siete lo zio d’America! Insomma, qualche sconto e offerta speciale, si può anche fare, no?