Posts Tagged ‘crowdsourcing’

Quando è il momento di una ricerca crowdsourcing

Vi serve un focus group tradizionale o può essere piú utile una ricerca crowdsoursing? Per avere informazioni sugli insight, per conoscere un nuovo mercato, per creare un prodotto che soddisfi i vostri fan e che magari ne attiri di nuovi, una ricerca di mercato è quello che ci vuole. Ma quale tipo di ricerca scegliere?

La creazione di una community per collaborare alla nascita di nuovi prodotti o per svolgere ricerche di mercato è un’opzione che si sta affacciando sulla Rete. Per le agenzie, per il marketing delle brand, per le concessionarie di pubblicita, la voce della collettivitá può esserere più veloce e piu economica delle ricerche tradizionali. Certo, la bontà dei risultati dipende da cosa state cercando, non sempre funziona la folla, ma ci sono casi in cui cercare fra chi è interessato ad un prodotto è meglio che cercare risposte fra tutta la popolazione.

Alcune aziende hanno creato delle piattaforme per coltivare una community e per scambiare valore: una delle piú interessanti è www.crowdtap.com, la community di “brand influencer”. La piattaforma permette di far incontrare le brand e il loro target e dunque scambiare opinioni, informazioni sui prodotti e ottenere dei premi.

Un’altro interessante strumento di indagine delle comunitá online é il Digital Safari. Se è vero che lo studio del comportamento delle persone, dei loro gusti e preferenze è fortemente legato all’ambiente, allora è fuori dai focus group che la ricerca andrebbe fatta. Ed ecco l’osservazione dei comportamenti nel contesto reale. La ricerca viene fatta registrando le scelte delle persone sullo schermo: cosí che le brand possano migliorare la comunicazione o i prodotti.

Per la creazione di innovazione grazie ad una community, c’é un altro esempio di strumento che si propone di evitare costose ricerche e di dare la parola alle persone: é www.bulbstorm.com: mette in comune idee (da qui il logo con la lampadina) e crea community a seconda dei progetti permettendo alle persone di scambiare insight e consigli, con anche il feedback da parte delle aziende.

Non sempre una ricerca crowdsourcing é quello che ci vuole. Fa per voi se avete budget piccoli e se vi interessa analizzare uno specifico segmento. Va subito specificato che una crowd-ricerca non è in grado di sostituire in toto una ricerca tradizionale, proprio perché è impostata in modo diverso. Detto questo, è vero che le crowdsourcing sono un utilissimo strumento complementare.

La caccia di insight nel web ha i suoi limiti e i suoi punti di forza. Sicuramente il problema della rappresentatività è da tenere presente: oggi solo il 50% degli italiani è online e il 28% dei compatrioti fa parte del web 2.0 quello che partecipa e non ascolta solamente, per intenderci. Ma il vostro prodotto interessa il 100% della popolazione italiana? Se state cercando trend nascenti, i social network sono il luogo adatto a voi. Segnali deboli, allo stato iniziale, sono quelli che interessano i cool hunter e gli innovatori. Raccogliere segnali è dunque fondamentale e blog, forum, wiki – più ancora che Facebook e Twitter dove più che ai contenuti si bada all’interazione – sono i luoghi dove si possono trovare insight spontanei (ma poi bisogna saperli interpretare). Un’altra caratteristica delle ricerche online è la velocità: se si sta cercando una velocissima risposta ad una strategia, ad un insight, allora il web da’ risposte veloci e utili per correggere il tiro.

Un alibi per il Red Bull X-Fighters World Tour


Ne abbiamo fatta un’altra! Una delle nostre: abbiamo ideato per la tappa romana del Red Bull X-Fighters World Tour del 24 giugno allo stadio Olimpico una campagna digitale divertente e ritagliata davvero sulle esigenze del cliente. Il concept è stato sviluppato, come è ormai tradizione in casa CrowdM, attraverso un brainstorming in Rete a livello internazionale. La pianificazione include i principali portali, siti di informazione sportiva e social network.

Red Bull questa volta mette le ali alle persone per liberarle da tutti gli impegni con un piccolo gioco d’ironia, denominato “Alibi”, indispensabile per poter partecipare all’evento dell’anno senza alimentare tensioni in famiglia, al lavoro o con gli amici. Su alibi.redbull.it, su Facebook e con app per iPhone e iPad saranno predisposti degli utilissimi “aiutini” per la creazione di alibi personalizzati. Si potranno ricevere così urgenti convocazioni di lavoro, essere fotografati insieme all’adorato nipotino in montagna o all’immancabile compleanno della nonna. “Alibi”  inoltre crea rumori di stazioni ferroviarie e aeroporti, inviti a mostre di pittura, manda sms e occulta nel vostro cellulare i recapiti telefonici degli organizzatori.

Per chi non si accontenta degli alibi “già pronti”, c’è di più: attraverso uno speciale tool si può partecipare a CONTEST’ALIBI, che mette in palio 5 Pass Vip per gli autori degli alibi più votati (per chi vota in palio 20 T-shirt Alibi al giorno). Tutti i concorrenti del contest riceveranno l’esclusiva T-shirt Alibi Red Bull X-Fighters e avranno diritto allo sconto del 10% sul prezzo del biglietto d’ingresso. E ora scusate, devo andare: il compleanno della nonna Cesira mi aspetta…

 

Community building: come coinvolgere le persone

Audiweb: crescono gli utenti Internet

Ci sono possibilità di ampliamento per il digital marketing italiano. Gli utenti di Internet crescono ancora: lo dice Audiweb. Dell’11% per essere precisi! Credo che per rendere reale questa possibile crescita, le parole d’ordine del marketing online nel 2011 debbano essere ‘engagement’, ‘experiential marketing’ e ‘customer service’.

Anzi fra questi concetti esiste un sottile filo rosso a fare da collante: coinvolgere le persone nell’evoluzione di un brand significa creare una esperienza che impegna le persone e le lega. CrowdM lo ha fatto con Tripsensations per Citroën (puoi scoprire le caratteristiche della campagna integrata in questo post). È chiaro che il processo è bidirezionale: la marca sarà certamente modificata da questa interazione fra persone reali; imparerà e scoprirà cosa gli utenti vedono e cosa desiderano della marca. Oppure, alle volte, il brand sarà un diretto frutto dell’interazione fra le persone. Vediamo dunque alcune esperienze in cui la marca entra a diretto contatto con i suoi clienti, costruendo conversazione, esperienza e fiducia.

*Come ti faccio un tavolo crowdsourcing*
Ne sa qualcosa made.com che realizza mobili dalle linee accattivanti e a prezzi popolari. I designers – dai 50 ai 100 ogni mese – propongono al sito le loro idee e a scegliere il catalogo dei mobili che l’azienda inglese produrrà, saranno gli stessi utenti della Rete attraverso una votazione. L’ufficio che gestisce i processi organizzativi ha sede a Londra ed impegna una decina di persone.
In CrowdM crediamo fermamente che la folla abbia molte idee e su questa base proponiamo ai nostri clienti idee innovative e sempre aggiornate.

*Gentilezza virtuale diventa gentilezza reale*

Forse durante la campagna di Interflora UK,nel 2010, qualche Twittatore inglese sarà diventato più triste proprio per farsi recapitare a casa un bel mazzo di fiori. Certamente l’esperienza dei “follower” del servizio di consegna a domicilio di fiori è stata forte e ha rafforzato la relazione dei clienti con la marca. Interflora ha monitorato quotidianamente il profilo Twitter, inviato alle persone che sembravano più tristi, un mazzo di fiori per farli sorridere! La campagna giocava sulla sorpresa e sulla relazione diretta e positiva con i clienti. In Crowd M pensiamo che per coinvolgere persone nelle community sia necessaria innovatività e caratteristiche che arricchiscono la community.

E voi? Pensate che le parole magiche del digital marketing 2011 siano engagement’, ‘experiential marketing’ e ‘customer service’? Quali pensate siano i trend per il 2011 nel digital marketing?

Se l’azienda apre al Crowd: chi gestisce le idee?

Eccoci: ci siamo arrivati. Siamo finalmente nel 2011. Nell’anno passato lasciamo grandi sfide e anche grandi soddisfazioni. CrowdM compie un anno: siamo giovani e abbiamo già conquistato la fiducia di grandi aziende internazionali che sempre più spesso ci chiedono come cogliere le opportunità della Rete e del crowdsourcing.

Intanto Harley-Davidson annuncia che la prossima campagna potrebbe essere firmata da una giovane mamma single nata in Serbia. La fortunata signora fa parte di una delle 3.200 persone che compongono il “creative department” dell’agenzia di crowdsourcing Victors & Spoils.
Questo ci fa capire sempre più che i colossi internazionali oggi si stanno aprendo al potere della folla. Ma credo sia importante sottolineare che le community e le loro energia necessitano di un’attenta organizzazione. Un esempio: nel 2006 Kraft, l’azienda delle sottilette e della maionese, ha messo online innovatewithkraft.com,  un vero e proprio portale del crowdsourcing. E il colosso del food internazionale non si è limitato a chiedere ai suoi clienti se è meglio il rosso o il blu per il pack degli ultimi possibili biscotti: Kraft cercava infatti innovazioni “forti” e chiedeva a chiunque un’idea per nuovi prodotti, packaging o processi di gestione aziendale. In pratica l’azienda americana riconosceva che, pur avendo nel suo staff centinaia di scienziati e tecnici specializzati “l’innovazione può arrivare da molte fonti”.

Eppure l’iniziativa è stata criticata da più parti: il Forbes fa notare che l’engagement non è stato gestito in modo ottimale e gli sforzi non sono stati focalizzati.

Anche Unilever non ha sfruttato il potere del crowdsourcing aprendo la sezione  “collaborazioni” del suo sito. Sebbene la pagina sia di taglio più orientato ai partner commerciali, rimane che la “Grande U” cerca fra il popolo della rete nuove idee per business ancora inesplorati. I progetti possono essere molto diversi: dalla purificazione dell’acqua agli spazzolini dal design italiano, tutti sono stati accolti da Unilever per unire le forze contro il mercato avverso. I risultati sembrano interessanti

Infine, sul sito della LG , l’azienda dichiara di avere un team dedicato alla gestione delle nuove partnership e delle collaborazioni e chiede ai capoccioni di tutto il mondo di collaborare.

Leggendo queste esperienze mi viene in mente che non è facile gestire le proposte e la community che si spera produrranno idee e invenzioni. Serve un attento lavoro quotidiano. Sì, il crowdsourcing è un lavoro. Il nostro!



Il crowd-bignami: qualche buona idea per un crowdsourcing di successo

CROWDM CON TRIPSENSATIONS VINCE L’11^ EDIZIONE DELL’INTERACTIVE KEY AWARD

Abbiamo vinto il premio per la miglior campagna integrata organizzato dalla rivista Media Key, è una bella soddisfazione per noi che crediamo nel “crowdsourcing” e il “potere delle folle”!
Il nostro fondatore? Non è uno, siamo tanti. Una folla! Tanti quanti sono gli autori della campagna per il lancio della nuova Citroën C3 “Il Visiodrive”. È TRIPSENSATIONS, la rivoluzionaria campagna integrata user generated che abbiamo realizzato insieme alla divisione Digital Communications di Weber Shandwick.
Cuore della campagna è l’idea di rendere protagonisti gli utenti nell’esprimere le sensazioni e le visioni che caratterizzano la loro esperienza di viaggio. Per agevolare questo processo di condivisione emozionale il primo step è stata la creazione del “Configuratore Sensoriale”, uno strumento capace di simulare online un personalissimo trip in base a ciò che l’utente sente e immagina. La seconda fase della campagna invitava le persone a lasciare le loro sensazioni e visioni dell’esperienza di viaggio su un portale 2.0 creato ad hoc da CrowdM, www.tripsensations.com
A questo punto l’online si integra con l’offline! Le migliori testimonianze sono diventate i soggetti di una serie di affissioni nella città di Milano. Il progetto TRIPSENSATIONS è un’autentica innovazione della comunicazione del brand Citroën, tagliando il traguardo di una sempre più stretta relazione con gli utenti. Una strategia premiata anche dai contatti al sito www.tripsensations.com: con 129.281 visitatori unici e più di 10.000 utenti registrati!
Al prossimo aggiornamento… È appena il secondo post del nostro blog
ma c’è di che essere proud della crowd!

Benvenuti nel blog di CrowdM

C’è un prima e c’è un post.

E il primo post è questo. Il primo di una lunga serie

di messaggi, pensieri, notizie e idee da condividere.

Per una community che è nata da poco

ma ha una grande voglia di crescere.

Ciao and be proud of the crowd.