Ne ha parlato in maglietta, jeans e scarpe da ginnastica. Mark Zuckerberg, uno degli uomini più influenti al mondo, ha presentato gli aggiornamenti della sua creazione vestito come “uno di noi”. Invece il genio di Harvard non è un ventenne comune perché ha un’idea ben precisa: trasformare Facebook in Internet, ovvero la porta di accesso a tutti gli altri strumenti che Internet offre. Questo è il compito che si è dato prima dell’incremento delle pagine viste su Facebook (Alexa mette al primo posto Google, poi arriva Facebook), prima dell’aumento degli users, prima della vendita pubblicitaria. Il giovane milionario sa che se riuscirà ad imporre il suo prodotto come la porta di accesso a Internet, tutto il resto verrà da sé. Per raggiungere questo obiettivo, che suona molto simile alla conquista del mondo, Zuckerberg ha messo in campo alcune novità, che – a dirla tutta – non sono neppure troppo originali. Ma Mark e il suo team mettono a punto tecnologie già lanciate per renderle mitiche e farle chiamare da tutti “rivoluzione”.
Timeline: il motore di ricerca dei propri ricordi
Timeline sarà probabilmente la parola dei prossimi anni. Un po’ come è accaduto con i Like. La linea del tempo è la rivoluzione che Zuckerberg ha sottolineato con molta enfasi alla conferenza f8, l’annuale incontro degli sviluppatori di Facebook che si è tenuta a San Francisco. Questa funzionalità, presentata con un video stile sole-cuore-amore, permette di tenere nota di tutti gli aggiornamenti di stato, di tutte le azioni, uploading avvenuti dal giorno della propria iscrizione al social network fino ad oggi. E se ai server di Facebook – che tutto registrano – è sfuggito qualcosa perché non lo avete condiviso, potete aggiungere elementi in un secondo momento. E aggiungi oggi e aggiungi domani ecco che si crea il diario virtuale. E’ sull’emotività che si preme con la timeline. Addirittura, nella presentazione keynote della sua trovata, Mark parla di “real time serendipity”, ovvero la capacità di scoprire cose senza cercarle. E questo sarebbe possibile anche grazie al suo raccoglitore di ricordi automatico. A parlare di ricordi, a Palo Alto e su tutti i nostri profili, si è iniziato già da qualche mese: una specie di “succedeva oggi”: quello che avete postato esattamente un anno fa viene proposto da Facebook nella colonna di destra. E parte la nostalgia. Facebook si è proposto da subito come un luogo dell’emozione che serve a mantenere i contatti. Ma oggi cominciano le crisi: qualcuno decide di uscire e magari di piazzarsi su Google+ sperando di trovare presto nel social della grande G i propri amici. Per questo serve una dose di emozione aggiuntiva. E i ricordi fanno proprio al caso di Mark. Ecco la timeline. Ma non è affatto una cosa nuova. Questa funzionalità ricorda in modo impressionante Memolane. Dunque nessun ingrediente nuovo.
Open Graph: le app si fanno spazio
Facebook, con la scusa di integrare tutto nella timeline, inserisce anche le App nella linea del tempo dei propri utenti, perché anche le App raccontano la nostra storia. E questo suona tanto come una rielaborazione delle sponsored stories in cui i prodotti entrano a far parte attiva dello stream del wall. In pratica, più l’applicazione diventa importante per l’esperienza degli utenti e più questa ha possibilità di entrare nella timeline. E probabilmente questo sarà un buon argomento per i venditori di social Adv.
Facebook, ovvero Internet
Il Facebook che verrà metterà in campo la possibilità di vedere film, condividere musica, commentare notizie in modo estremamente integrato alla piattaforma della grande f. Questa integrazione – con possibilità di commento - ricorda molto MySpace e l’idea di aprire Facebook per trovarci dentro il mondo di Internet è il sogno di Zucky. Ma è anche il nostro?
Il bottone Subscribe: ti seguo, anzi sottoscrivo
Non si chiama “follow” o “segui” come su Twitter, ma in pratica serve a fare la stessa cosa. La nuova funzionalità di Facebook permette di seguire una persona senza in effetti poter interagire direttamente con lei. Si ascolta, in pratica, ma non si parla. Questa funzione – spiega Facebook – è creata apposta per quegli utenti che non si conoscono personalmente.
Nel profilo di oggi è già possibile decidere con chi condividere i propri aggiornamenti: con il pulsante “personalizza” alcune cerchie – oh! ho detto cerchie, scusate – solo alcuni gruppi di persone scelte vedranno il vostro post. Agli altri verrà nascosto. Insomma come Google Plus. Presto sarà poi possibile “etichettare” i propri post, ad esempio come “nuovo lavoro” o “trasloco” grazie a delle icone. Questo per fare in modo che solo gli aggiornamenti più importanti arrivino a chi ha deciso di vedere solo le notizie più succose. Con queste funzionalità il biondino di Palo Alto ha copiato in un solo colpo sia Google che Twitter.
A dirla tutta mi viene in mente anche che, nel 1999, Michael Crichton scrisse un romanzo che si chiamava “Timeline”, forse a Palo Alto hanno copiato anche quello?